Torto marcio

(recensione di Maria Sole Bramanti)




Autore: Alessandro Robecchi
Editore: Sellerio
Pagine: 298
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017


Alessandro Robecchi si conferma autore di grande talento, con questo giallo all’italiana davvero godibile per stile, trama, umorismo e cinismo.

Due omicidi nella Milano bene, due uomini di successo ammazzati per strada, con freddezza; e subito i media creano il panico gridando al “Mostro” e costringendo la polizia a correre ai ripari, a ingaggiare profiler e squadre di esperti. Dietro le quinte di tutto questo marasma mediatico, una piccola squadra di poliziotti porta avanti le indagini di nascosto, con base operativa nel soggiorno del sovrintendente Ghezzi, quel sovrintendente che “quando ha un’intuizione la segue d’istinto, le va dietro come un cane, e poi comincia a ragionarci su”.

La moglie Rosa, casalinga appassionata di CSI, ha trasformato in quattro e quattr’otto il piccolo appartamento finto borghese in un ufficio operativo e, mentre porta caffè e pasticcini a tutti i presenti, ascolta i loro discorsi, segue l’evolversi delle indagini e riesce anche a portare il suo contributo.

Nel frattempo, Carlo Monterossi – l’uomo di “Crazy Love”, successo televisivo senza precedenti, colui che si è venduto alla TV spazzatura, anche se sogna un programma su Bob Dylan! – come nei romanzi precedenti di Robecchi, si ritrova a indagare … pardon … a scoprire quasi per caso, qualcosa di fondamentale per la soluzione del giallo. Ho trovato davvero esilarante la sua ‘interpretazione’ del killer prezzolato, in compagnia di quell’Oscar Falcone che sembra uscito da un fumetto della Sergio Bonelli.

E poi c’è ‘l’altra Milano’, quella dei casermoni, quella in cui le case popolari se le spartiscono i piccoli clan di quartiere, in barba a tutta la burocrazia. Qui, vive Francesco, che la Milano bene la vede solo da lontano, che nella vita si arrabatta in qualche modo, che guarda “un sole pallido, di quelli che non scaldano, un sole che fa il minimo sindacale” È un libro leggero. No, leggero non è la parola giusta … è un libro non pretenzioso, ecco. E moderno. Robecchi non vuole indagare i massimi sistemi, in questo romanzo; vuole raccontarci una storia e con la scusa di questa storia gialla, ci presenta molti personaggi autentici: alcuni simpatici, altri antipatici, alcuni tristi o arrabbiati, altri pentiti; tutti, certamente, ben disegnati, molti che ti rimangono nel cuore.

Comunque, se si ha voglia di indagarli, i massimi sistemi di cui sopra, di spunti per farlo questo libro ne offre parecchi. Carofiglio, in un tweet (tanto per rimanere sul moderno!), dice: “Quello che rende grande un romanzo non sono le parole che hai scritto ma gli spazi vuoti che hai lasciato alla fantasia del lettore”. Questi spazi vuoti, in “Torto marcio” ci sono e sono creati con una prosa piacevole, scorrevole, ironica.

Scommetto che gli amanti dei gialli non potranno fare a meno di invidiare Rosa e adorare il suo sensibile ma disincantato marito; chi ama l’ironia sorriderà di gusto per i molti siparietti, chi cerca la coerenza nella trama apprezzerà l’attenzione dell’autore ai dettagli, e chi ha il cuore anche solo un po’ sensibile, avrà difficoltà a decidere se stare dalla parte dei ‘buoni’ o dei ‘cattivi’.

… poi venite a dirmi se avevo torto, torto marcio!



L'AUTORE - Alessandro Robecchi fa molte cose! È un giornalista de il Fatto Quotidiano, ex editorialista de il manifesto, scrive anche per MicroMega, Style e Smemoranda. Ha collaborato anche con il settimanale satirico Cuore, con gente Viaggi, con il mensile di musica Il mucchio selvaggio. Ha fondato la rivista gratuita Urban. Autore di programmi radiofonici (il suo Piovono Pietre su Radio Popolare ha vinto il premio Viareggio per la satira nel 2001). Lavora molto anche in televisione: Doc3, Figu - Album di persone notevoli, Verba volant, Ballarò Markette - Tutto fa brodo. È anche coautore degli spettacoli di Maurizio Crozza. Scrive dal 2001 (Manu Chao, musica y libertad (Sperling e Kupfer ) ma esordisce nella narrativa vera e propria solo nel 2014 con il noir “Questa non è una canzone d'amore” (Sellerio), che verrà presto pubblicato anche in Spagna, prima puntata della serie dedicata a Carlo Monterossi.